Archivi Giornalieri: Maggio 23rd, 2009

Vorrei poter non invecchiare mai,
essere bello come un dio, coltivare
il giardino delle fate, piantare rose
per far spuntare cuori, fare l’amore
su una distesa infinita di erba verdissima
vicino al mio castellino di carte, mia dimora
contro uragani e terremoti, moltiplicare
gli euro e dividere le tasse, far accoppiare
le tasse coi tassi, darmi da bere solo acqua
e non farmela dare mai a bere da nessuno,
rendere felici i padri e le madri, uccidere
i cattivi pensieri di ognuno, promuovere
al rango di regina la mia amata,
promuovermi al rango di stalliere
per la mia regina in modo da essere
il suo selvaggio compagno, diventare poi re,
non ricevere mai picche, dare tante pacche
sulle spalle e ottenere un miliardo di abbracci,
tonnellate di carezze tra i popoli di ogni razza e colore.

Non ti scrivo più da ere ed ere, da quando eravamo poco più che bambini rotolanti su colline inverdite e ci buttavamo giù fino alla riva del fiume sul fango sporco guardandoci e ridendo e poi darci quel bacino innocente, velocissimo sulla bocca tornando nuovamente a correre lungo il cielo grigio e di bronzo che si stagliava sempre sopra i nostri ciuffi colorati appesi in testa o portati via dal vento all’indietro. Ci siamo sempre incontrati come bambini, ci piace amarci come si amano loro, perché se c’è qualcosa che più di simile si avvicina a Dio e alla sua libertà da ogni legame sono due bambini che corrono nei prati tenendosi per mano sorridendo insieme.