Sono stato rapinato da una borseggiatrice. E’ entrata in casa mia mentre dormivo, ha preso prima tutti i miei sogni e successivamente il cuore. Mi sono alzato con la testa vuota, probabilmente ha preso anche il cervello. Adesso cadono fiocchi di neve come pensieri scaduti. Pensieri di un anno fa che non valgono più un’idea, un ricordo. I miei occhi sono pesanti, si trascinano a stento lungo il risveglio della mattina. Quella ladra mi ha derubato di tutto, è così che si comporta l’amore: prima ti veste di sogni, poi ti lascia in mutande e infine quando anche il sesso è finito ti ritrovi da solo a contare i minuti che passano per il prossimo furto. Arrivi al punto che vorresti essere violentato. Non importa più nulla. Meglio ricoprirsi di nuovo di un milione di cicatrici e di ferite piuttosto che restare a contare i minuti. Il tempo è denaro e l’amore lo sa benissimo. Non bisogna mai restare fermi troppo a lungo, quando si resta fermi troppo a lungo in un stesso luogo si diventa ciechi perché non osservi più nessuno, non osservi più nulla e allora l’unica soluzione è viaggiare, metafora di fuggire per guardare di nuovo all’incanto delle cose. Quando dormi troppo a lungo sei più soggetto ad essere rapito. Dagli alieni, dai sogni, dalla solitudine e dal panico. Oppure da lei. Bisognerebbe liberare il ladro gentiluomo che è in te e bisognerebbe capire come mai quel ladro è finito in galera all’interno di te stesso e non è mai stato libero. Devi imparare a rubare ai ricchi per dare a te stesso. Rubare l’anima, il cuore e altri ammennicoli vari. La gente ne è scarsamente provvista negli ultimi tempi quindi bisognerebbe fondare una banca dove depositare il maggior numero di emozioni e sentimenti e dove poterne prelevare a piacimento nei momenti di maggiore crisi. Ricchezza e povertà di cuore. La realtà è che siamo tutti come in una gabbia da dove non sappiamo più come uscire, il nostro cuore è ingabbiato e pur battendo per farsi aprire nessuno ascolta, nessuno possiede la chiave. Allora c’è il pericolo di esplosione e di spargimento di sangue. Così si spezzano tanti cuori, a volte vengono fatti a fettine e poi riciclati nei migliori magazzini di illusioni. Battono i cuori, battono le ali e battono anche le puttane sui marciapiedi. Battono milioni di cose per farsi prendere e pagare. E tutto ciò che batte si paga a caro prezzo. Tutto ciò che si combatte. La mattina appena svegli non fatevi ripulire le tasche da ciò che vi ha derubato nella notte. Già vi svegliate di nuovo in mutande, rivestitevi e riprendete un certo tono, colorate la giornata con quel tono aprite gli occhi e iniziate a viaggiare. Ci sono milioni di nuove cose da vedere. Nuovi incontri reali.
Archivio per gennaio, 2012
Piccoli Ladruncoli
Pubblicato: 30 gennaio 2012 in UncategorizedEtichette: agenzie matrimoniali, ali, amore, battere, cuore, dove trovare l'anima gemella, escort, gentiluomo, ladro, possesso, prostitute, puttane, ritrovi, scopare, sesso, siti d'incontri, testa vuota, volare
Cara tu dici che ami i fiori e li strappi dai campi, dici che ami i pesci e te li mangi. Cara quando dici che mi ami io ho paura.
La ballata del capitano sull’oceano
Pubblicato: 24 gennaio 2012 in UncategorizedEtichette: abbandonare la nave, amore, armi improprie, ciulatina sulla spiaggia, Concordia, Costa Crociere, equipaggio, equitalia, il capitano inamorato, in fondo al mare, la leggenda del pianista sull'oceano, love boat, morti e feriti, Schettino, siluri, tunnel of love
E’ ora di abbandonare la nave. Questa nostra scialuppa dell’amore che naviga lungo il fiume dei dannati che ci conduce sempre all’inferno dove c’è sempre cattiva compagnia. The Tunnel of Love, dove nel fondo hanno spento anche la luce e noi ci divertiamo a prenderci a schiaffi. A schiaffettini sulle guance. Giochiamo a fare gli Schettini e chi abbandona per prima questa nave dell’amore, Love Boat, vince in premio una crociera. Sì, in croce. Messo in croce sull’albero maestro. Ad insegnare agli altri come baciare, dire e fare. Ma prima di tutto baciare. La vedi la bandiera dei pirati tesoro? Quel teschio è la mia foto dopo che ci siamo incontrati. Guarda come sventola. Non è certo più come te che una volta eri proprio tu una sventola, uno schianto, qualcosa caduto da molto in alto che ha prodotto un cratere dove sono inciampato per sbaglio: una bomba. Adesso sì che lo sei davvero. Dall’alto della tua obesità io mi arrendo. Quando mi salti sopra mi schiacci fino a farmi male e il pranzo devo cucinartelo io. Una volta amavo i tuoi siluri, erano armi improprie che mi colpivano dritto al petto quando ti abbracciavo. Mi piaceva andare a poppe su questa nave dell’amore. Adesso è alla deriva, i tuoi siluri hanno fatto un buco nel fondo del mare, ci perdiamo tra queste onde amare, appunto a mare, affoghiamo affoghiamo e vogliamo correre via da questa nave abbandonando tutto l’equipaggio. L’equi paggetto dell’amore, con le frecce all’arco pronte per colpire perché addesso loro ci vogliono tutti morti. Capitano, mio capitano! Tuffiamoci nel mare dell’amore e affoghiamo! Noi single delusi troveremo acqua da bere, anche se abbiamo imparato a farci piacere la vodka, ci ubriacheremo tra siti per incontri nascosti nei fondali dell’oceano, saremo i navigatori delle auto senza GPS, e tra santi e poeti, tra scontri ed incontri risaliremo le correnti come salmoni affumicati.
Adesso sventoliamo bandiera bianca, sappiamo che prima o poi, da qualche parte nell’immenso mare che c’è, troveremo un’altra ciulatina con una straniera che viene dal lontano est.
Risorge sempre dalle polveri (che stanno sotto il tappeto)
Pubblicato: 19 gennaio 2012 in UncategorizedEtichette: a bagno Maria, affogati, amore, amore vince, Concordia, Costa Crociere, frutti di mare, incidente, la verità, mare, moglie, morte apparente, nave, oceano mare, pirla, stanze piene
E’ l’acaro Felice e confuso. O anche parassita della casa dolce casa. O anche: tua moglie.
Alla fine (anche se questo è solo l’inizio) l’amore vince sempre poiché si modifica, si cambia di vestito, si reincarna nelle unghie laccate d’oro dei piedi delle star, a volte leccate per i più feticisti. Ebbene, quella fu solo una morte apparente, quella che accade e cade sempre al parente più vicino, che sia la moglie, che sia l’amante, che sia la mamma. Rinacque in un ruscello salato così come dicono le leggende nei diari spinti, quelli osé, osati soprattutto dai più giovani, diari spinti per farli cadere dai tavoli e dalle cattedre. Sta di fatto che quell’amore prese una nuova forma, formosa in quanto anche ingrassata, tornata a nuova vita aveva preso anche una misura in più nel seno che si trova sopra i fianchi, anch’essi allargati. L’ex moglie si trasformò così nella donna cannone, la befana si trasmutò in una palla ripiena di esplosivo pronta ad essere lanciata di nuovo tra i comignoli delle case. Non avevo scampo. Neanche tra i frutti di mare avrei avuto scampo. Lei cozza, io pirla. C’è sempre un pirla quando apri una cozza. Sì, in quel ruscello salato, racconta la leggenda, vi crebbero frutti di mare al passaggio della donna cannone che si lasciò una scia profumata di vongole e sabbia, di aragoste morte, di pesci rossi soffocati dall’aria. Altro che Venere di Milo. Questa è la Venere dei tuoi peggiori incubi: il Pianeta delle Scimmie, come quella scimmia che pensavi di amare. Una scia di morte che lascia crescere le cozze e proliferare i pirla che s’innamorano di loro. La leggenda della cozza sull’oceano. Oceano mare, direbbe Baricco. Io risponderei in rima: “Oceano Bare”. Un obitorio. Innamorati rimasti single a veleggiare su un veliero fantasma così com’era divenuta la nostra casa. Stanze piene di cose da ravvivare, di cose dimenticate da far rivivere, come i ricordi, quelli che ogni tanto mordi e rimordi ingoi di nuovo dentro per sentirli in gola, che ti fanno venire il magone.
Quello che è anche un grande mago prestidigitatore dei tempi, che tasta lo spazio per far apparire le stelle e che poi tasta anche il culo a tua moglie senza che tu te ne accorga. Questi sono i grandi trucchi della vita. O i grandi cucchi. Il problema è quando la nave affonda e invece di risalire inizia anche a scavare. Metafora della vita o di Costa Crociere. L’amore è tutto qui, prima o poi marcisce e si arrugginisce al di sotto delle profondità marine mentre il comandante lo lascia lì, senza far nulla, ad affogare in bagno Maria.
Maria, sua moglie. Ecco perché non è tornato alla nave. Ecco la verità.


