Avete mai provato ad unire tutti i punti vista per vedere che figura ne viene fuori? Anche questa è arte persino se dalla figura risultasse della merda sappiate che solo da essa nascono i fiori, fiori che innaffio e che cerco di far crescere con nuove idee, usando l’inventilatore per dargli una ventata di freschezza che parte direttamente dal mio rinfrescarmi le idee con del ghiaccio preso direttamente da un succo del discorso alla pesca. E cosa peschiamo? Perché chi dorme non piglia pesci ma neanche affoga e che me ne faccio di pesci mentre dormo? Alzandoci dal letto a volte vediamo sorgere il dubbio e questo vuol dire che dall’altra parte del mondo la sicurezza tramonta e allora cosa fare? Brancolare nel buio del giorno? Mi sveglio sempre stanco, ma stanco vivo, stanco vivo! Poiché non mi interessano i morti e voglio unirmi a tutti gli altri vivi ma stanchi, unirmi alle folle, alle folle perché “a folle” è anche una marcia in più che non consuma, così come anche il folle, la pazza idea, ci conferma che è meglio un uomo infermo di mente o un uomo fermo di mente. Muoviamoci. E’ da qui che potremmo arrivare direttamente all’inverno, a mente fresca, dalla piattezza del pensiero comune che non si è mai fatto città né Stato né continente (magari si fosse fatto incontinente di genialità sopite). Soprattutto questo pensiero non si è mai elevato a strato superiore, insomma, un pensiero disastrato e stratificato che necessita di essere ricostruito; diamogli dunque forma unendo i vari punti di vista evitando quelli di sutura poiché è meglio lasciare grondare le ferite dai tetti per via del fatto o anche del fato (destino puttano) che la sofferenza fa crescere ma a volte anche dimagrire. A strati come carta igienica. Meglio dunque un diamante o uno strata-gemma? Forse fioriscono più fiori dallo stratagemma che dalla merda stessa, perlomeno già lo stratagemma è una perla di pensiero, una strategia per portarci verso uno strato più alto e anche più altro, altruista verso coloro che c’ignorano perché ignoranti ancora di noi, che non ci conoscono, quindi tutti da scoprire senza svestirli troppo perché potrebbero prendere freddo ma chissà, ridarci forse calore. Aprimi cielo, tutto sommato, se mi apri, se ne sei capace quando piovi, ho ancora voglia di volarti nel tuo azzurro.
Archivio per agosto, 2012
Punti di vista
Pubblicato: 30 agosto 2012 in UncategorizedEtichette: consuma, diamante, merda, nascono i fiori, punti di vista, tetti
Rimaterializzarsi
Pubblicato: 17 agosto 2012 in UncategorizedEtichette: altezza, biancheria, camicia di forza, cesto, da solo, fucile a pompa
Per quasi un anno intero ho effettuato l’esperimento d’invisibilità. Le cose non sono cambiate poi molto ma come prevedevo così come sono diventato invisibile io lo sono diventati immediatamente anche gli altri. Ho deciso dunque, di questi giorni, di rimaterializzarmi in questo mondo di falsi specchi, di non essere dunque più invisibile ma di tornare, per quanto posso, anche risibile nei confronti della gente (nel senso di farli divertire). Ho bisogno di materia da toccare di nuovo, ho voglia di abbuffarmi di buffonate fatte ai principi e ai re (di solito Mida che ormai hanno mani incandescenti). Effettuerò dunque l’esperimento al contrario rivoltandomi come un calzino nel cesto della biancheria. Dapprima dunque sarò un fantasmino che spaventerà le badanti straniere e le farà tornare al loro paese di origine, successivamente crescerò e mi trasformerò in uno stivale per dare calci nel culo a tutti quegli stronzi (pardon) che si sono fatte beffe di me mentre mi ero preso una pausa di riflessione dagli specchi, io di queste beffe ne farò sberleffi e non starò al vostro gioco ma giocherò da solo, prenderò il fucile a pompa che avevo riposto sopra l’armadio e pomperò tanti di quei palloncini fino a farli salire su in aria gonfiandoli come palloni gonfiati per farli sembrare le mongolfiere più enormi mai viste prima. Da bravo stivale cercherò il gatto da metterci dentro ma poi lo tirerò fuori per diventare anche pantaloni e camicia (per questo dovrò cucinare delle uova impazzite, e cucinarle dunque non solo in camicia, ma in camicia di forza). Una volta che mi sarà comparsa anche la testa inizierò ad usare la bocca per farvi boccacce e a chi amo per farvi bacini (e anche tutto il resto del corpo: vita, fianchi, glutei, seni). Con la testa per aria cercherò di non farla esplodere ma di farla volare alta nei confronti della vostra bassezza di cui mi sono reso conto. Alla vostra bassezza opporrò l’altezza del mio nobile animo. Sarò vostra Altezza? O meglio, sarò all’altezza della situazione? Dunque eccomi di nuovo, rimaterializzato alle prese con le materie, prima seconda terza e quarta. Quante materie da imparare ancora. Questo mondo materiale deve finirla di esserlo e come fare per far finire di essere ad un mondo materiale? Vogliamo usare lo spirito? Il fatto è che sempre di un altra entità invisibile si tratta. Sì, forse noi tutti non esistiamo. Tu che stai leggendo sei solo un altro fantasma. Questo mondo su cui camminiamo in realtà è già l’al di là e voi state tutti fuori come un diavolo per capello (alcuni per cappello). La verità è che dobbiamo tutti un po’ tornare al di qua. Qua. Proprio qua. Vedo oche ovunque starnazzare. E’ già un buon presagio. Stanno lì sulla spiaggia, guarda come starnazzano.
Pubblicato: 16 agosto 2012 in Uncategorized
Etichette: cigno, collo, facce, gente che lavora, mostri, prezioso
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Donne che si considerano salvatrici di uomini dilapidandone le sostanze perché pensano che il loro prezioso collo da cigno lo meriti comunque (anche se per ogni prezioso collo da cigno che perdi ce ne sono altri dieci in attesa, ciascuno pronto a farsi scopare per un limone), uomini dalle facce enormi che in realtà sono mostri orribili e che per il solo fatto di avere la camicia pulita pensano di poter dominare la vita della gente che lavora presentandosi candidati alla carica di governatore e dicendo: “Nelle mie mani i soldi delle vostre tasse saranno usati come si deve”, “Dovete capire quanto sono prezioso e quanto avete bisogno di me, senza di me, senza una guida che cosa sareste?”.
[…]Mi sento in colpa perché faccio parte dell’umanità.
Pubblicato: 16 agosto 2012 in Uncategorized
Etichette: casa al mare, decalogo, dita, saltare in aria, stronza, vent anni
L’amore? Quello ormai ci sono rimasto solo io a cantarlo. Anche per questo mi vengono a sentire ai concerti. Per ricordarsi quello che non vivono da vent’anni a questa parte o che, più probabilmente, non hanno mai vissuto. Com’è brutto avere a che fare con gente che non sa campare ma che se solo gli dai due dita di confidenza ti snocciola un decalogo bello e pronto di come si fa e come si dice nella stronza vita. Se solo il mondo mi stesse a sentire troverei le parole giuste per farlo saltare in aria questo tappo puzzolente di vite applicate sulla sedentarietà dei neuroni. Conducono una vita costruita sulla paura. E il peggio è che hanno paura di tutto. E per un assurdo contorcimento mentale cercano di vincere la paura col sommo obiettivo di comprarsi una casa al mare e una in montagna.
Da piccolo avevo un amico immaginario
Pubblicato: 10 agosto 2012 in UncategorizedEtichette: alieni, buco nero, il campanello, scappa, tavor, vicini di casa
E’ tempo di lasciare questo mondo. Quando l’ho preso con le mie manine da bambino non pensavo che sarebbe diventato così pesante. Il fatto è che il mondo è cresciuto ed io no. Adesso vorrei andare da un prete a farmi mangiare così la farei finita. Cosa? Dite che una volta erano i comunisti a mangiare i bambini? Che strano, il mondo cambia, già l’ho detto, si appesantisce, si appesantisce di cose che vorremmo restassero leggere. Poi, oggi come oggi è facile che un prete confonda la parola “eucarestia” con “carestia” o “sagrestia” sempre con “carestia”. C’è crisi. Grossa crisi. Fuori e dentro di me come in una canzone. Con questo caldo infernale poi, sembra come se stessimo letteralmente bruciando, una nuova gioventù bruciata, un’intera generazione spazzata via dal fuoco dei Maya. E’ tutto vero. Dall’alto dei miei cinque Tavor vi assicuro che è tutto vero. Il mondo sta per finire e mentre noi bruciamo c’è il solito pompiere rimasto single che va in cerca della sua nuova fiamma. C’è chi vuol continuare a vivere tutto sommato. Io mi pongo il dubbio ogni mattina: vivo o non vivo? Vegeto o non vegeto? Insalata o carne? Ecco perché invece alcune notti mi agito come un tarlo e come un tarlo vado in cucina in cerca del mio Tavol per mordicchiarlo cercando di dormire. Così la recessione trasforma anche le favole e i nomi dei personaggi delle favole e trasforma l’intero trasformabile universo, ci risucchia all’interno di un buco nero dove Bancaneve scappa via dai boschi per fare una rapina gridando a squarcia gola “Nani in alto!” e quello che più ci stupisce è come possano dei nani essere in alto, forse solo dei nani equilibristi o aviatori. Oggi il campanello ha suonato due volte. Ovviamente era il postino, un laido, il solito postino che mettendo le mani tra le gambe ha urlato “Ecco il pacco!”. Non viviamo più nello stesso mondo di una volta, è un mondo immondo e gli alieni che incontriamo tutti i giorni, nostri vicini di casa, lo sanno benissimo. Vorrei prendere un aereo, fuggire, come al solito anche quest’estate ho sbagliato pensando che mi sarei rilassato stando in casa: in realtà sto lentamente impazzendo. Ma che fare. A certe giornate di agosto bisogna resistere e prendere il coraggio a quattro mani. Sì, perché ci vorrebbe qualcuno accanto a noi per farci sentire meno single e con quattro mani ti masturbi anche meglio. Non crescerai mai. La prova sta nel fatto che quando ero piccolo avevo un amico immaginario: lui è cresciuto, io no, e adesso me lo vedo grande, passare per i corridoi di casa ed ho solo paura perché adesso è diventato il mio maggiordomo ed io il piccolo principe sul trono, anzi, sul tomo, sull’infinità dei miei tomi che leggo per ammazzare il tempo e poi costituirmi di fronte alla giurisdizione dello spazio perché me ne sento in colpa.
Jack, passami un altro drink.
Tempesta solare: a rischio comunicazioni e reti elettriche – Curiosità, Mondo – GreenStyle
Pubblicato: 10 agosto 2012 in UncategorizedSe non vi funzionano apparecchi domestici, digitale terrestre, i vostri telefonini sono impazziti, la parabola non prende e quant’altro eccone il motivo:
Tempesta solare: a rischio comunicazioni e reti elettriche – Curiosità, Mondo – GreenStyle.


