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Forbice tagliami il cuore
in pezzi di carta a forma di treccine
fai breccia come le frecciatine
che sbirciano nei tuoi seni
colmi di rugiada scesa dagli occhi
per poi dirmi mi tocchi mi tocchi
mi accarezzi con gli occhi
con le lame ti ritocchi
un piccolo squarcio sul petto
s’apre il sole e altre stelle
così io dinanzi di rimpetto
pizzicando con delicatezza
con la punta della bocca la tua dolcezza
lama incandescente che scandisce
e scende
lungo i rivoli della schiena
la mia bocca bagnata come fiume in piena
siamo messi all strette così vicini
vedi la freccia scoccare
oscilla, vibra nel corpo tuo
la forbice, la lama, la spada mia
adesso è fuoco e tempesta
la tua schiena s’inarca
il tuo respiro s’affanna.

Eccomi.

La prima goccia. Sarà come ora.

La prima goccia di pioggia. Non lo scordare. Sarò questo istante.

Non lo scordare per sempre.

Le mie labbra quella goccia. Quella goccia sul tuo corpo.

Scivolo lento, lentissimo. Scivolo in lei.

Piano. Più adagio che puoi. Ogni tuo nervo teso ogni millimetro di pelle il desiderio di quella goccia. Di me. Ora. Un attimo lunghissimo. Ora è tutta la vita. Sempre. Per sempre. Solo mio solo tuo. Sempre.

Assorbimi. Con la bocca. Appoggia le tue labbra a quella goccia. Ora sono rivoli.

Voglio che tu mi senta su tutta la pelle, sotto la pelle i brividi. Entrerò nel tuo tatto. Sarò nel tuo palmo e scenderò con te in te adagio.

Lentissimo. Un rivolo tra le cosce bagnate

le lacrime gli occhi la saliva nella tua bocca là.

Sai riconoscermi? Puoi riconoscerti?

Lo avevo promesso. Ci scambieremo abito e nome. Tu me io te.

No non sollevarti da questo istante. Non interromperti. Non pensarmi.

Ancora è poco. Voglio donarmi di più.

Voglio farti impazzire. Ora. Ancora. Ogni volta che lo vorrai.

Resta. Vieni in me. Con gli occhi schiusi. Vieni. Non hai bisogno degli occhi per sentirmi.

Questo luogo è notte. La tua notte. E’ qui che mi trovo, ora. Sono luna nella tua notte.

A ritmici intervalli di luna tuffati nella vertigine del mio buio. In una scia lattiginosa e luminescente feconda i miei sigilli, articola le mie

mani d’aria.

In-segnami.

Non c’è nulla da capire. Sentimi. Mi respiri.

No, non ansimare. Prendi fiato. Tutta la vita è il nostro tempo. Tutta la vita in questo attimo.

L e n t a m e n t e respirami. Sono vento. Sono mille e mille capelli sul tuo corpo.

Sono .. Le dita del vento.

Re/spirami. Il mio odore è vento e terra, salinità della tua pelle che mi vuole ancora.

Ti avvolgo, ti accolgo nella curva delle mie anche, nella dorsale della schiena rivolta alla luna delle tue mani. Sono dentro e attorno a te.

Ora, sempre. Per sempre.