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Avrei voluto scriverti una lettera d’addio, anzi meglio, una lettera da Dio, perché tu, mia piccola creatura, sei stata docile e franca ma hai superato ogni limite, ed io dunque devo multarti, mi hai detto troppi “no”, “non posso”, “non è possibile”. Inutile io a dirti da Dio, che tutto è possibile, tu mia piccola creatura hai continuato con le tue diavolerie a ripetermi che sei impossibile, io come un padre non eterno devo abbandonarti, abbondonarti alla deriva dei flussi del vento, perché non hai creduto alle mie parole e mi hai tradito con le tue bugie. Non sei mai stata onnipresente, io ho sempre cercato di farlo, figlia mia, bambina, io sono stato come un padre per te, tu mi hai ripudiato continuando a dire che le cose sono impossibili. Te lo dissi al principio, tutto, ma proprio tutto è possibile, avremmo potuto dominare i nostri pascoli e i nostri fiori, i nostri girasole, le nostre rose, la dimora divelta dai tempi. Tu non hai avuto fede in me. Ed è per questo che io devo abbandonarti, lasciarti alla tua sofferenza, ti manderò al diavolo, sì, devo spedirti proprio all’inferno amore mio. Il tuo piccolo Dio minore.

Siccome mia cara siamo lontani, ti mando questi distanti saluti, e siccome d’un attimo è stato il nostro amore ti mando baci d’istanti, fotogrammi delle mie labbra, grammi di bocca e saliva. Tutto d’istinto feroce e selvaggio come un cuore dolce e rapinato (rubato da te), ladra, puttana e cavalla di Troia, ma anche sirena che urli a squarciare le nebbie sul mare. Distinti saluti così come d’istinti viviamo nel bene e nel male, d’istinti e d’istanti. Siamo due attimi in mezzo al mare, le gocce lasciamole ai pesci. Noi affoghiamo lo stesso senza respiro, io il tuo tossico tu la mia puttana, ci rimangono le ceneri. Siamo inceneriti, come le fiammelle delle candele. Spiriamo bene.

Perché, perché questo cadere nel fango dei cimiteri dai grigi mattoni, la notte buia e costellata di corvi con la luna accesa come un lampione e un soffio di vento che smuove la polvere dai sepolcri?

Ho una poesia per te oggi
devo dirti ciò che provo, ciò che sento
mi manca forte il tuo sorriso e i tuoi occhi
la tua pelle di alabastro
le cose più belle che un uomo
possa incontrare nella natura
tu sei la mia unica donna
è quello che avverto
ed ho tanta voglia di averti, lo avverto!
voglio di nuovo fondermi e confondermi
in te e lasciarmi andare nel tuo sguardo
cercando la tua dolcezza squisita
che risale la sera nelle tue parole
desidero la semplice verità di ogni piccola cosa
per tenere lontano da noi ogni dolore
forse basterebbe chissà, una piccola rosa
ma sei tu il fiore, ciò in cui cerco il mio nettare
non temere di raccontarmi ciò che può far male
io sono qui sempre pronto ad accoglierti
e coglierti fiore mio
ne ho bisogno mia dolce creatura
di ogni piccola verità
e non aver paura di voler volare
di volare verso me
io ti terrò e ti aiuterò volandoti a fianco
reggendoti un’ala
potrai volare insieme con me
sei il mio unico angelo
e ti desidero, così come l’uomo
desidera il paradiso.