In questa dannata nostalgia
gli specchi rotti come lacrime
speziati per terra come erbe
raccogliendo ricordi là dietro
nel tempo dove correvo
e che dal tuo sorriso bevevo
alla tua pelle mi aggrappavo
scivolando in nostalgia
come un pianoforte sfiorato piano
mobile che suona in quella lontana
e vaga camera dei ricordi
camera che riprende gli attimi svogliati
come aprendo un palmo li raccogliessi
e poi a pugno chiuso te li dedicassi
tutti quei dannati momenti crollatici via
come piccole gocce che giacciono via
come piume che sfiorano carezze laggiù.
Io, te, e adesso anche la follia.



