Primo di L’uglio


La morte è l’ultima a morire, della speranza non v’è carezza se essa sale e diventa asprezza e non s’apprezza il piccolo costo dei grandi prezzi usurati dal tasso che scava a cercare oro per pagare le conseguenze di un conflitto interiore di disinteresse quasi total, ma anche medium che legge la mente non scrive il pensiero, vaneggia e gode, borseggia come ragazzina al supermercato con lo zainetto Hello Kitty e tucchisei, si chiese la chiesa alla vista del divino, ma incrociamo pure le dita senza troppo essere pungenti mica siamo api Maya, magari azteche e cerchiamo miele, sale e fiorai sdolcinati con la torta di un compleanno già completato e contemplato, anni verdi e allora passiamo a tutta velocità, anni bui e accendiamo le luci, anni luce e sfidiamo le galassie. Siamo uomini, animali o cose, siamo gioie e salamoie.

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