Ella è paziente e premurosa ma alle prime avvisaglie di stanchezza cede ad un sonno che la precipita nel oblio dei sensi insensati e si butta giù come un piccolo cencio sdraiato su un lettino più piccolo di me. Chiusi gli occhi in quella piccola casetta di campagna sembra la piccola bambina che entra nel magico mondo di sogni confusi come risucchiata dalla spirale stessa che s’innalza da sopra lei per uscire fuori via dalla finestrella che porta ovunque. L’animo così andato via in alto si destreggia in danze che ondeggiano tra l’eterno brillare dell’azzurro cielo e le nuvole appese di carta pesta come tenute da qualcuno lassù ancora più in alto. La bocca s’apre leggermente, il respiro diventa più profondo e la casetta assieme ai suoi occhi chiusi sembra scomparire del tutto in un altro mondo che a nessun altro appartiene.

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