Circuito


Circuito, letteralmente circuito, abbracciato, invaso, sommerso, baciato non basta, flesso dalla potenza corporea del “da quanto tempo”, e divorato dalla massa schiumosa del “finalmente”. Morso, carezzato, calpestato, rinato, riemerso, risorto, quasi biblicamente pasqualizzato. Sputato dai lama, sputato sputato, spelato dalla contatrice, rapinato dalle gazze ammaestrate male, ingobbito dai cammelli, poi sputato dalla contatrice, spelato dai lama: ogni animale, ogni circense, oltre a quello che faceva di suo, oggi faceva anche quello che di solito facevano gli altri. Sono frustato nei sogni d’affetto dove regolarmente risveglio tagliato, a fettino, così come mi voleva la donna Forbice e così come mi voleva la donna Macchina e quella Borsa: investito, ma non nudo, un po’ indossato.

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