Lei


Chiudo la porta, chiudo le finestre.
Non voglio sentire niente, non voglio veder null’altro se non la mia immagine riflessa nello specchio. Sono sola e me ne compiaccio.
Sono rari i momenti in cui lo sono e ne voglio approfittare per gustarmi in solitudine.
Voglio pensare alle tue mani che mi accarezzano e ai tuoi occhi che mi guardano. Non ho bisogno di immedesimarmi in situazioni erotiche particolari, sono già eccitata, mi hai lasciata eccitata.
La tua immagine mi colma la vista. Il mio odore di donna mi inebria.
Non oso neppure toccarmi.
Mi è sufficiente posare lo sguardo sulle mie forme per sentirne il tocco lieve e assaporarne la vellutata morbidezza.
Gli occhi si riempiono di me e di te, assetata di questo corpo che freme di desiderio e si muove sinuoso, al ritmo di una danza cadenzata, che e’ solo nella mia testa. Questi miei occhi, con le pupille dilatate che ne cambiano il chiaro colore in due pozze nere, che mi bevono, e indulgono ora sulla rotonda pienezza dei seni, ora sul turgore dei capezzoli, sulla femminilità del mio pube.
Vedo i miei lineamenti trasfigurarsi sotto le ondate del piacere e diventare bellissima, irresistibile.
Continuo a non toccarmi, esasperandomi, pregustando il culmine di quello che a breve, se vorrò… senza alcuna fretta… accadrà.
Il mio far nulla o poco lascia spazio a certe voglie che in genere latitano sotto la pelle.
Sotto la pelle appunto.
A tre centimetri dal mio sentire.
L’eccitazione e le pulsioni tenute a freno per giorni spingono per uscire.
Accade all’improvviso davanti alla tua immagine il seno, i capezzoli sfrontati, la pelle dorata sono lo stimolo di voler godere di me per te.
Mi piace l’effetto che mi procuri, mi eccito a guardarmi se non davanti ad uno specchio con le mie fotografie.
Guardo il monitor, allargo le gambe e il pulsare si accende nel turgore.
Distolgo lo sguardo e lo poso sul mio seno, quello che vedo mi piace e ho l’irresistibile bisogno di toccarmi.
Lo raccolgo nelle mie mani lasciando volutamente la punta scoperta, immaginando di offrirlo alle tue labbra.
La reazione e l’eccitazione induriscono i capezzoli che si protendono grinzosi ad una eterea bocca.
Chiudo gli occhi abbandonandomi al piacere di questa sensazione e passo dal tocco lieve e delicato, al desiderio di possesso che mi stringono, schiacciano al limite del dolore e con le dita solletico, stuzzico, tiro e rilascio.
Ondate lievi invadono il grembo che mi contraggono in spasmi di godimento. Umetto l’indice di saliva e gioco con il mio turgore, alternandolo prima su di un capezzolo, poi sull’altro.
Vorrei avere infinite mani e infinite labbra per concedermi senza sosta questa indescrivibile estasi che mi fa aprire ad altre voglie, e protendere i fianchi nudi sprigionando tutto l’inebriante profumo del mio essere donna.
Arriva, violento con un urlo che non trattengo,l’orgasmo… lungo, fatto di vortici che mi risucchiano all’interno del mio essere donna.
Del mio essere sola e sentirmi appagata, mentre non vedo più la mia immagine nello specchio ma solo il riflesso del tuo volto dallo sguardo sereno. Sorrido mentre con gesti lenti continuo a toccarmi. Sento i tuoi baci, voglio sentire che sapore ha la tua saliva. Sento il mio fiato caldo vorrei entrare e uscire dalla tua bocca come se fosse il tuo sesso. Ti scoperei la bocca con la mia lingua…ora sono fuori di me e potrei farti di tutto.

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