E’ la bomba che ci unisce


C’è chi fa la mantenuta e chi si sostiene da sola ma alla fine è sempre una donna con pezzi di ricambio per ogni stagione. C’è chi manda all’aria tutto per non buttare qualcosa nell’acqua oppure raccogliere da terra i propri frutti, gettare alle ortiche o lanciare nel fuoco le proprie scartoffie soffiate delle vita, coloro che sanno di essere cenere e che sanno che cenere torneranno e coloro che sanno ancor meglio che torneranno a cena con te, con te che ti ritieni la più bella del reame, o forse meglio del vespaio. E noi povere api che l’abbiamo creato questo vespaio, dove fuggiremo, quale sarà il nostro reame? Una regina oppure tante ce l’hanno rubato, come il miele e la luna, o come la luna e il miele e la luna di fiele. Ci sosteniamo appena su questo mondo che vibra come una corda e noi attenti a non traballare per cadere e anzi a cercare di salire ancora un po’ più in alto a tre metri dalla più alta cima della terra, laddove sappiamo che nascono e rinascono i nostri bambini votati ad essere vegetariani: oltre le cime di rapa. C’è un periodo di crisi e crasi, di idiosincrasie, di colleghi che non si collegano, di cordoni ombelicali che non fanno altro che allungare le file, cordoni domenicali, traffichi del sabato sera al di sotto di questo effetto serra, tutto così illegale, questi cordoni e e questi traffichi e questi effetti. Uno ci nasce, l’altro tenta di muoversi attraverso la città (e muore) e il terzo gode morendo per effetti allucinati e dove andiamo tutti insieme non lo sappiamo più, più che altro vorremmo spazzare tutto al vento, alimentare di nuovo altri fuochi, alzare alte maree e innalzare altri muri per renderci più sicuri e isolarci e per poi ancora fiondarci nell’aria, a respirare un boccone d’ossigeno, ingegnarci in tutti i modi un’altra vita, un’altra se possible, un’altra vita ancora. Non sarà un caso dunque che in questa terra guerrafondaia dove alcuni cercano il nirvana l’Om faccia strana assonanza con Bomb. Forse e ne sono sempre più convinto, moriremo tutti scoppiati col falso sorriso stampato in faccia, coniato dalle fabbriche di illusione di massa, tutti scoppiati e fatti, saliremo sull’ultimo fungo atomico come se fosse l’ultima giostra prima di voltare ancora per l’ennesima, sconvolta volta, un’altra civiltà.

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