Toccare il fondo con un dito


Ho scavato talmente in fondo che mi sono ritrovato all’interno di una prostituta. Ho trovato un lungo tunnel al di sotto della mia stessa stanza, nascosto sotto il pavimento, mi sono incanalato dentro come un’Alice nel Paese delle Meraviglie e mi sono ritrovato nel buio più totale. Più che altro come un’Alice nel Paese delle alici sott’olio. Viscido dunque come una sardina mi sono intrufolato lungo un’interminabile conduttura che mi ha portato fino agli abissi della terra. Pensavo che oltre che a scavare non sarei mai potuto andare più a fondo dopo averlo toccato e invece ho scoperto che non c’è mai una fine dove ti può attrarre la forza di gravità, eppure pensavo, a differenza del cielo, la terra ha dunque una sua forza, il cielo no. Forse l’uomo ha sempre sbagliato a cercare l’energia divina guardando verso l’alto dei cieli. La vera forza forse è al centro della terra stessa, al centro del nostro stesso ombelico dove si propaga poi per tutto il resto del corpo. Il mio corpo è una vibrazione, un’inclinazione verso il basso, verso gli istinti primordiali. Pensate ad Elvis, sarebbe diventato mai così famoso senza il movimento del bacino?  E se in realtà quelli bassi fossero gli istinti più alti a cui può aspirare un uomo? Se l’uomo seguisse i propri più bassi istinti… al di sotto della propria cinta e si facesse trasportare dalla propria forza carnale e non si elevasse verso inutili altezze e inconcrete da cui si può pericolosamente cadere senza mai più rialzarsi? Se seguisse le orme della Madre Terra e non si perdesse a cercare un Padre cattivo che lo ha lasciato per sempre orfano? Ecco, questi erano i miei pensieri mentre abbandonavo la casa di quella gallina della mia donna.
Io, il suo coccodé delle sei del mattino, io, la sua sveglia a cucù, l’uccellino per renderla più felice, l’uccellino che squittiva ad ogni suo ordine. Un topo, un animale da fogna. Lei, la mia grandissima zoccola.
Fu così che mi ritrovai in una specie di scolo. Era tutto molto umido, l’aria pesantemente densa di umori, un’umidità stantia che si appiccicava ovunque, soprattutto sul viso. Più che sgattaiolato, ero “stopolinato” via, visto che mi sentivo come un sorcio alla ricerca del suo pezzettino di formaggio. Ma dove mi trovavo realmente?  Tutto quello che ho da dirvi è che quella notte mi ritrovai all’interno di una prostituta e non fui più capace di uscirne. Un po’ come pinocchio all’interno della balena. La verità, è che nel voler tradire la mia adorata gallina, mi ero trasformato in un enorme cazzone. Un cazzone traditore. E adesso, proprio come da cazzone, non sapevo più come uscire da dentro quella prostituta. Chi mi avrebbe aiutato? Ecco, alla fine la donnina tolse il cappuccio, mi sentii di nuovo respirare, finalmente una nuova boccata d’aria. Era di nuovo un incubo? Dov’era la mia testa? Ma soprattutto, qual era la mia vera testa? Uhm, allucinazioni pensai. Ero un po’ sopra… un po’ sotto, un po’ sopra, un po’ sotto… la verità è che a volte mi sentivo una vera e propria testa di cazzo. Forse qualcuno mi aveva drogato. LSD non poteva essere altro. Incontri, incontri, incontri e poi ti scontri. Nonostante tutti gli incontri per evadere la realtà alla fine non puoi fare a meno che scontrarti di nuovo con il reale. Avevo trovato il suo numero su un sito per adulti, non pensavo mi avrebbe accolto così calorosamente. Avevo toccato il suo fondo con un dito. Aveva un fondo-schiena da urlo, un seno da wow, dei fianchi da eccome. Delle labbra da però, degli occhi da apriti sesamo. No, non sarei mai più voluto uscire da quella stanza con lei, non sarei mai più voluto uscire da lei. Era stato bellissimo toccare il fondo con un dito e non volevo più tornare in superficie. Volevo continuare a sprofondare, sprofondare, andare sempre più a fondo, inoltrarmi oltre la selva oscura, nell’ignoto che ogni uomo conosce benissimo, altro che cieli e stelle sperdute dell’universo. Il vero buco nero da scoprire ed esplorare è altrove. Nel fondo. Così mi innamorai, divenne la mia amante. Colpito e affondato. Adesso io e la mia gallina siamo ad un punteggio di uno a uno.

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