Al di là


Sono morto. Questa è l’ultima lettera che scrivo. Spero di riuscire a scriverla. Mi hanno sepolto dentro quattro mura di argilla per tenermi al fresco. Ho sempre amato l’argilla, fa bene alla pelle e se assunta per via orale è un ottimo disintossicante e cura la diarrea. Ma io qui me la faccio sotto lo stesso. Non sono abituato ad essere morto, non sono così abituato a morire anche se in realtà devo ammettere che accade più volte di quanto possiate pensare. Sto tremando, le dita tremano mentre digito, non so come ci riesca ma riesco a digitare sulla tastiera, forse è vero che rimane una certa energia che si dipana nell’etere. Dunque, dicevo, sono adesso uno spirito? Uno spettro? Qui non vedo luce, nessuna luce in fondo al tunnel, almeno per ora. So che c’è una finestra ma non trapela alcuna luce. Ci sono quattro pareti e a toccarle le sento viscide, umide, ho provato a leccarmi le dita, ho sentito un sapore come di acqua salata, la cosa che più si avvicina a questa sostanza forse sono le lacrime. Umane. Scivolo, scivolo per terra. Il mio corpo scompare piano piano come risucchiato, rimane quella strana forza che mi aiuta a spingere i tasti. Vengo risucchiato sempre più forte verso il basso come se ci fosse un gorgo marino, mi prende con tutta la sua forza e mi trascina giù. Adesso mi trovo in una specie di stanza inferiore, sembra esserci più luce. Ci sono bagliori blu che luccicano nel nero buio. Forse sono occhi di altre anime? Ho paura. Ma finalmente abbandonerò quest’altro di luogo, quello che state leggendo, scomparirà anch’esso con me? Forse finalmente la pace o forse, ancora un altro inferno… scivolo e cado già mi sento trasportare verso il basso, adesso è esattamente come cadere dal cielo ad una velocità impressionante, precipito, senza nessun attrito con l’aria e non c’è fine, cado all’infinito verso il basso. Ma quando il basso diventa infinito chi può dire con esattezza quale sia l’alto?

Cado dalle nuvole, cado fortissimamente dalle nuvole. Mi sveglio sul mio letto sudato, con la sensazione di essere morto davvero. La paura di morire, uccide prima di morire.

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