Poveri diavoli


Chi è danneggiato si innamora di chi è danneggiato. E’ un po’ come dire che chi è dannato si innamora di chi è dannato e dunque non potrà mai innamorarsi di un angelo a meno che quest’ultimo non abbia almeno delle finte fattezze da diavolo. Ma c’è chi ha una particolarità e riesce con i propri occhi a vedere in un diavolo il proprio angelo di cui inevitabilmente perderà cuore e spirito. Ben presto questi angeli si trasformano nei nostri angeli di morte e ci uccidono lentamente danneggiandoci senza che noi quasi ce ne accorgiamo e quando prendiamo consapevolezza delle vere fattezze di chi ci sta vicino ormai è troppo tardi. Succede sempre più spesso ed è per questo che è un bene non conoscere mai troppo la persona che abbiamo scelto di stare affianco a noi. Bisogna amare gli sconosciuti. Bisogna amare le sconosciute. Tenere queste persone come su una corda sempre un po’ distanti e lontani da noi perché quando iniziamo a conoscerle troppo ci accorgiamo di quanto in realtà siano simili a noi e quando ci accorgiamo che sono altrettanto deboli ci assale il panico e la disperazione. Perché scopriamo di essere dannati. Perché scopriamo che la figura ideale dell’amore eterno che ci salverà dalla morte non esiste, finiremo tutti a friggere in un bel fuoco lento se ci avviciniamo troppo alla nostra fiamma. Ecco perché bisogna innamorarsi di chi non conosciamo e farli restare sconosciuti al più a lungo possibile. Sono fortunati coloro che non capiscono il loro amore ma continuano ad amarlo, sono fortunate le coppie dove lui e lei non si conosceranno mai e in questo modo potranno morire mano nella mano. Poiché la vittoria sulla morte conseguita dall’amore è quella dell’oblio su di essa, dell’oblio delle nostre profondità più oscure e tenebrose. Non bisogna scavare a fondo nelle altre persone, l’amore è superficie, l’amore è gioia di un semplice contatto di pelle che si sfiora. Stare insieme è come sfiorarsi in continuazione senza mai infilare troppo il dito nella piaga quando occorre, significa fluire insieme nella vita tenendosi anche a debita distanza perché ogni promessa è anche debito. Chi è dannato ama chi è dannato e forse qui nessuno è più santo.

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4 pensieri su “Poveri diavoli

  1. Mi viene in mente questo “… le mani di lei non erano più fredde, le sue ardevano, fu per questo che le mani si abbandonarono alle mani e non se ne stupirono”.

  2. Forse hai ragione, sai… Però ci sono attimi atroci in cui ciascuno è spinto a scavare, a conoscere. E la cosa può essere davvero poco produttiva.. anzi, può causare più affanni di quanti se ne avessero prima. Vogliamo conoscere chi amiamo e, più lo conosciamo, più ce ne allontaniamo, almeno in un primo tempo. Vivere la persona che amiamo probabilmente non significa conoscerne tutti i lati oscuri, perché i lati oscuri fanno male e.. se temiamo e cerchiamo di nascondere i nostri (lati oscuri), come crediamo di poter sopportare di conoscere quelli degli ANGELI….?

    1. Ciao, grazie del commento. E per angeli… cosa intendi? Io forse ho capito perché non credo più negli angeli… forse perché pensavo che esistessero tra le donne… ingenuo, o magari dovrei cercare meglio. Sento di avere un “oscuro passeggero” come Dexter. Non voglio farlo conoscere, ma forse è proprio lì che sbaglio, magari è un “passeggero di luce”.

      1. Cosa intendo.. bella domanda. Gli angeli veri, ammesso che esistano, si incontrerebbero lassù da qualche parte, quaggiù dubito fortemente… Puoi cercare, magari troveresti il tuo angelo tra 7 miliardi di angeli caduti….

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