Gli ultimi giorni di Marzo


Ho il freddo nell’anima
del ghiaccio preso dal whiskey
rende gelido il cuore
il mio sangue un cocktail amaro
che scorre in me e fluisce fuori
un fiume di amarezza
scorre in te attraverso i miei occhi
lo puoi vedere, lo puoi sentire.

Ho lo sguardo gelido
ti fisso immobile
fisso l’immobile muro
il muro della solitudine.

Con un urlo vorrei romperlo
come se fosse un muro di vetro
vorrei romperlo con un urlo
rompere il silenzio
oltre la velocità del suono
i vetri s’infrangono
volano in aria come farfalle
i vetri infranti di scoppio.

Come scoppiano le lacrime
come scoppiano i palloncini
come scoppia un cuore solo
come scoppiano i pop-corn.

Non voglio dirti che sono uno scoppiato.
Però è vero che non sono in coppia
per questo ho il freddo all’anima
le mani gelide, i guanti spessi,
il petto che brucia, il cuore che giace.

Ti abbandono, ti abbandono
senza lasciarti più nessun dono.
Ti abbandono, come se fosse tutto
la vita intera, un bidone.
Immondizia.

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