Fermi ma vibranti


Bisogna essere scrupolosi. Bisogna essere concentrati sulle parole che si dicono e si scrivono alla stessa stregua di come si riesce a fissare il sole al tramonto o all’alba. Altrimenti si appare evanescenti, agitati e confusi. Le persone perdono la memoria di te anche quando sei presente e provi ad urlare. Distolgono lo sguardo perché sei un mare mosso che non travolge nessuna spiaggia. Devi essere calmo e trasparente come l’acqua in un mattino d’inverno, caldo e inamovibile come le stelle fisse nella notte. Nulla deve essere sfuggente ma neanche troppo fermo. Devi essere come una corda tesa che vibra lungo le dorsali dell’infinito.

Amanti elettronici


 

Si può mai sognare di un elettronico sospiro

Lei scompare ogni tanto tra l’alba e il tramonto

Si lascia trasportare dal fiume alla deriva

Di parole a cascata su un video fluido senza riva

E’ il nuovo mare in cui sprofondare

È fatto a gocce tonde e quadrettini

Non riesci più a risalire e respirare

Affondi e nuoti tra chiocciole e asterischi

Sono i baci che ricevi e non corri rischi

Poi scompare ancora dal mondo universale

È un satellite che viaggia è costruito male

E’ tutto così apparente è tutto così importante

E’ la trasparenza del video come l’acqua che scende

Viaggia sul cavo per non interferire

E fa l’amore tra sbarre e parentesi quadre

Il suo cuore è un battito di dati decimati

Come tutti gli ultimi baci risparmiati

Lei non vola più come prima

Non ha più le ali ma resta in alto

E’ un’antenna spezzata che prende male

Lo schermo non si accende

E’ spenta e vuota ma non si arrende

Adesso è andata via come la corrente

Ridatemi il sole, la terra e i fiori

Riscoprire il profumo della pelle gli odori.


È da quando siamo venuti al Mondo, piangendo.. che ci chiediamo il senso di tutto questo. Uomini che riposano in riva al mare, per poi prendere una barca e gettarsi nelle fauci dell’oceano, scalatori di montagne o di borsa, occhi che rincorrono il successo, altri che rincorrono il denaro..

Un senso.. un vuoto Unico da colmare.. Una parte di Tutti Noi.

L’Ossessione è cosa buona, riempie quei vuoti, dà un senso a ciò che l’esistenza ci preclude in significato, fa varcare i limiti, cambia la Vita, trasforma in principio Noi e poi in alcuni casi, il Mondo.

E che sia versato un calice di nettare degli dei, puro e dolce, a favore di ogni uomo che rincorra le sue ossessioni e riempia la sua Vita, ma sia dato un colpo di pietà, per svegliare dal sonno, a tutti coloro che fanno prendere alle loro ossessioni il volto di una donna, o di qualsiasi altro essere umano.

Una donna si deve volere, non averne bisogno.

SI può avere bisogno di sentire il bosco, di navigare mari, di salvare il Mondo, di giocare, vincere.. di tutto.. perchè anche è tutto collegato alla previdibilità dell’azione.. così non Morirai dentro.. mentre la volubilità di una donna, ti uccide, se tu ne hai bisogno.. perchè ogni cosa resta..invece, una donna può andarsene, in qualsiasi momento.

Quindi, una donna, va voluta, anche desiderata, ma che il vostro  bisogno non assuma mai il volto di una sola di loro, perchè allora, saggerete l’Inferno in tutto il suo splendore.

Ed ecco la risposta..

La dovrete vedere quando sentite di volerla ancora ma sentite di poter vivere benissimo anche senza di lei. Potete sentire di volerla da Morire, ma mai ricontattarla se un suo rifiuto vi toccherebbe da farvi star male.. perchè anche se riuscirete, sarebbe solo una pausa e tornerete a breve all’Inferno.

Ossessionatevi di sesso, di volti, di emozioni, labbra, seni.. Ma Mai e poi Mai di un singolo nome.. Mai di soli due occhi fra miliardi.. altrimenti brucerete.

Ossessionatevi dell’Amore, del Piacere, non dei volti che ve lo procurano.

@Human

Caduta


Buongiorno angelo, pezzo di cielo nero caduto di notte
all’interno di me dove ti rannicchi colle tue piume scure
a tratti sono tuo padre, a tratti tuo figlio a tratti nessuno
voglio solo sentirti dentro,
sei una linea da decifrare trattini da unire,
strada da percorrere, collina da risalire
come le tue gambe che dai tacchi si stagliano in alto.
Sei messa in posa ma non per posare,
sei messa in posa per osare
ed io che so che mai ti potrò sposare
ho voglia di sorreggerti e sostenerti
per le ginocchia e le gambe e le incertezze,
accavallarmi nelle tue pupille tra le ciglia.
Non so più cosa dice il fato di noi e di cosa parlano le sibille,
le carte tacciono così come la tua bocca muta di cuori,
con te vorrei giocare a dadi su un tavolo di giada perlato
vincerei col numero dei baci che mi lancerai
se mai lo vorrai.
Ti convincerei che sei l’alba che merito al mattino,
il tramonto che si chiude nei mie occhi la sera
mentre ti avvolgo tiepida come una goccia d’acqua salata
tra quelle che sono le mie braccia e le foglie di un autunno
come se tu fossi la brina che scivola ed io le dita che ti prendono,
ti percorrono,
come una bacchetta magica di un illusionista
ti faccio avverare davanti ai miei occhi,
sei davanti a me riflessa in quel cielo da cui cadi
tutte le notti e in cui tutte le mattine risali.

Novembre 2/16


Non mi abituerò mai alla solitudine. Non ci si abitua mai a stare soli neanche dopo essere morti e volati via. Ma la verità è che tu hai aperto le ali e ti sei spostata su altre colline anche dopo che ti ho dato la vita intera, sei stata l’angelo traditore eppur sempre l’angelo che ho amato finché sono vissuto ma da un angelo dai capelli corvini e dalla bocca di ciliegia è lecito aspettarsi il tradimento. E’ proprio così: noi uomini, in particolare io, siamo troppo sentimentali rispetto all’ingenuità e alla praticità che è tutta femminile. Tu hai “una specie di freddezza calda, un distacco che risucchia come le falene con la luce della lampada”. E anche se adesso sono luce continuo ad essere risucchiato dal tuo vortice oscuro e tremendo. Ogni volta è l’amore è una maledizione da curare e non credo in nessuna forma di esorcismo se non quello del tempo e delle molecole di dopamina nel cervello che ritrovino il loro giusto equilibrio di cellule depresse. Tu hai accesso quelle molecole con un tuo sguardo ed un tuo sorriso e le hai fatte splendere per quasi un anno intero. Adesso, mentre sono andato già altrove, si spegneranno piano, lentamente, con l’avvicinarsi del tuo Natale terrestre come le luminarie all’interno di un’anima. Ogni angelo come te mi ha lasciato immense cicatrici e ombre dentro, sento il freddo che mi corrode anche senza più il corpo. Ogni angelo come te che ho conosciuto mi ha lasciato senza ali, disincantato, stremato al suolo di un’altra terra lontana. Perché io amo sempre troppo e non posso farne a meno. Perché io sono così folle che amo fino a morire. Perché il mio amore è forte come la morte. Il dolore è tutto quello che resta quando non c’è l’amore.