Recensione del romanzo Follia di Patrick McGrath


Questo è uno dei thriller psicologici più profondi e macabri degli ultimi anni e che ha anche riscosso un successo internazionale che ha dato vita anche ad un’opera cinematografica ma che purtroppo non ha avuto affatto la stessa intensità e profondità del romanzo.
In questo libro entriamo nel limbo e negli inferi della mente di due personaggi principali che vengono raccontati attraverso la freddissima analisi dello psichiatra che ne racconta gli avvenimenti dall’inizio fino al macabro finale dove troviamo nelle sue ultime righe forse la vera follia di tutto il libro.
Scritto magistralmente dallo scrittore inglese Patrick McGrath questo libro ci porta essenzialmente alla scoperta e alla descrizione dello sviluppo di un amore ossessivo e auto-distruttivo da parte di Stella, la protagonista, che pur di sfuggire dall’avversione che ha verso il marito (un odio molto celato ma presente) si innamora di un artista uxoricida molto violento ma carico di fascino che incontra in un manicomio criminale: Edgar Stark. Con quest’uomo Stella avrà una relazione amorosa basata essenzialmente sugli istinti primari della carne, fatta essenzialmente di sesso con dei retroscena ai limiti della morbosità che saranno magistralmente analizzati dallo psichiatra che ha in cura Stella.
Ma a chi appartiene la vera follia in tutto questo romanzo? Vedremo la protagonista completamente persa ed avvolta nel suo mondo interiore alla ricerca disperata di un amore fondamentalmente illusorio e inesistente se non dentro di lei che la porterà a compiere un atto oltremodo peggiore di quello del semplice tradimento. Ma alla fine Stella tradirà anche l’amore per la personalità e l’ego abnorme di Edgar Stark e successivamente ancora vedremo come prima di ogni altra persona presente nel libro tradirà essenzialmente se stessa attraverso un atto tragico.
Giungeremo così attraverso labirinti di macabre ossessioni ad un epilogo finale in cui non ci potrà essere nessun punto di ritorno per ogni protagonista incontrato lungo la lettura del libro e soprattutto per lei che vedremo tornare nel luogo da dove forse era venuta e da dove forse aveva preso il nome e cioè nel buio più profondo e oscuro della notte.
Ma tutto il romanzo ci lascia un interrogativo fondamentale: tutta questa “follia” è davvero all’interno della mente di Stella e di Edgar, oppure è altrove e cioè nella mente di chi gestisce tutte le marionette del circo? Lo psichiatra che narra la storia è davvero un medico sano, responsabile e completamente adattato al mondo oppure anche lui nasconde qualcosa? Cosa si cela in quelle sue ultime righe macabre e oscure che chiudono il libro?
Finito di leggerlo non potrete non porvi domande e restare affascinati dai labirinti che la mente di ogni uomo e donna può nascondere e celare al mondo della luce.

di Andrea G. Trofino

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Fermi ma vibranti


Bisogna essere scrupolosi. Bisogna essere concentrati sulle parole che si dicono e si scrivono alla stessa stregua di come si riesce a fissare il sole al tramonto o all’alba. Altrimenti si appare evanescenti, agitati e confusi. Le persone perdono la memoria di te anche quando sei presente e provi ad urlare. Distolgono lo sguardo perché sei un mare mosso che non travolge nessuna spiaggia. Devi essere calmo e trasparente come l’acqua in un mattino d’inverno, caldo e inamovibile come le stelle fisse nella notte. Nulla deve essere sfuggente ma neanche troppo fermo. Devi essere come una corda tesa che vibra lungo le dorsali dell’infinito.

Amanti elettronici


 

Si può mai sognare di un elettronico sospiro

Lei scompare ogni tanto tra l’alba e il tramonto

Si lascia trasportare dal fiume alla deriva

Di parole a cascata su un video fluido senza riva

E’ il nuovo mare in cui sprofondare

È fatto a gocce tonde e quadrettini

Non riesci più a risalire e respirare

Affondi e nuoti tra chiocciole e asterischi

Sono i baci che ricevi e non corri rischi

Poi scompare ancora dal mondo universale

È un satellite che viaggia è costruito male

E’ tutto così apparente è tutto così importante

E’ la trasparenza del video come l’acqua che scende

Viaggia sul cavo per non interferire

E fa l’amore tra sbarre e parentesi quadre

Il suo cuore è un battito di dati decimati

Come tutti gli ultimi baci risparmiati

Lei non vola più come prima

Non ha più le ali ma resta in alto

E’ un’antenna spezzata che prende male

Lo schermo non si accende

E’ spenta e vuota ma non si arrende

Adesso è andata via come la corrente

Ridatemi il sole, la terra e i fiori

Riscoprire il profumo della pelle gli odori.


È da quando siamo venuti al Mondo, piangendo.. che ci chiediamo il senso di tutto questo. Uomini che riposano in riva al mare, per poi prendere una barca e gettarsi nelle fauci dell’oceano, scalatori di montagne o di borsa, occhi che rincorrono il successo, altri che rincorrono il denaro..

Un senso.. un vuoto Unico da colmare.. Una parte di Tutti Noi.

L’Ossessione è cosa buona, riempie quei vuoti, dà un senso a ciò che l’esistenza ci preclude in significato, fa varcare i limiti, cambia la Vita, trasforma in principio Noi e poi in alcuni casi, il Mondo.

E che sia versato un calice di nettare degli dei, puro e dolce, a favore di ogni uomo che rincorra le sue ossessioni e riempia la sua Vita, ma sia dato un colpo di pietà, per svegliare dal sonno, a tutti coloro che fanno prendere alle loro ossessioni il volto di una donna, o di qualsiasi altro essere umano.

Una donna si deve volere, non averne bisogno.

SI può avere bisogno di sentire il bosco, di navigare mari, di salvare il Mondo, di giocare, vincere.. di tutto.. perchè anche è tutto collegato alla previdibilità dell’azione.. così non Morirai dentro.. mentre la volubilità di una donna, ti uccide, se tu ne hai bisogno.. perchè ogni cosa resta..invece, una donna può andarsene, in qualsiasi momento.

Quindi, una donna, va voluta, anche desiderata, ma che il vostro  bisogno non assuma mai il volto di una sola di loro, perchè allora, saggerete l’Inferno in tutto il suo splendore.

Ed ecco la risposta..

La dovrete vedere quando sentite di volerla ancora ma sentite di poter vivere benissimo anche senza di lei. Potete sentire di volerla da Morire, ma mai ricontattarla se un suo rifiuto vi toccherebbe da farvi star male.. perchè anche se riuscirete, sarebbe solo una pausa e tornerete a breve all’Inferno.

Ossessionatevi di sesso, di volti, di emozioni, labbra, seni.. Ma Mai e poi Mai di un singolo nome.. Mai di soli due occhi fra miliardi.. altrimenti brucerete.

Ossessionatevi dell’Amore, del Piacere, non dei volti che ve lo procurano.

@Human

Caduta


Buongiorno angelo, pezzo di cielo nero caduto di notte
all’interno di me dove ti rannicchi colle tue piume scure
a tratti sono tuo padre, a tratti tuo figlio a tratti nessuno
voglio solo sentirti dentro,
sei una linea da decifrare trattini da unire,
strada da percorrere, collina da risalire
come le tue gambe che dai tacchi si stagliano in alto.
Sei messa in posa ma non per posare,
sei messa in posa per osare
ed io che so che mai ti potrò sposare
ho voglia di sorreggerti e sostenerti
per le ginocchia e le gambe e le incertezze,
accavallarmi nelle tue pupille tra le ciglia.
Non so più cosa dice il fato di noi e di cosa parlano le sibille,
le carte tacciono così come la tua bocca muta di cuori,
con te vorrei giocare a dadi su un tavolo di giada perlato
vincerei col numero dei baci che mi lancerai
se mai lo vorrai.
Ti convincerei che sei l’alba che merito al mattino,
il tramonto che si chiude nei mie occhi la sera
mentre ti avvolgo tiepida come una goccia d’acqua salata
tra quelle che sono le mie braccia e le foglie di un autunno
come se tu fossi la brina che scivola ed io le dita che ti prendono,
ti percorrono,
come una bacchetta magica di un illusionista
ti faccio avverare davanti ai miei occhi,
sei davanti a me riflessa in quel cielo da cui cadi
tutte le notti e in cui tutte le mattine risali.