A killer Lauro


Dopo il lungo cadere ho incontrato Lucifero vestita di rosso smeraldo
volevo toglierti il vestito per scoprirti la pelle giada calda
come il fuoco dell’inferno dove sono disceso, caduto, e accaduto
il bacio della morte accade come il tempo lungo la vita
una lunga vita svitata come il bullone che mi teneva tenuto insieme
insieme solo con me stesso
solo con me stesso insieme
le labbra tue come rose con tante lame d’acciaio
i tuoi piercing del diavolo mi hanno reso angelo degli abissi
aghi pungenti mentre cammino sul suolo accidentato
dentato di pungiglioni aguzzi, il cammino della vita svitata
questa è la canzone per killer Lauro, un dilettante
altalenante, strabordante, incatenante
il tuo bacio come un rock le mie mani in catene
in questa galera di pezzi grossi pezzi di carta
che volano giù dal cielo, soldi verdi come fiori rosa,
vogliano volare giù riempirmi le tasche blu
jeans sbottonati e strappati alle ginocchia
di quel giorno che sono scivolato da te per me
da te per me per me da te
insieme ma solo
no voglio più essere solo con il tuo cuore in mano
un cuore immane che brucia tra le dita
io volerò qui per te
io volerò lì da te
con le ali bruciate dal sole e dal fuoco della vita
come brucia, come brucia questa maledetta salita.

Andrea Trofino

L’uomo che cade


Fallire molto probabilmente deriva da “fall” che in inglese vuol dire cadere. Quando un uomo si trova su una cima o su un terreno stabile ad una certa altezza e si tiene in equilibrio va tutto bene, il mondo gli gira intorno e gli sorride. Ma poi bastano un paio di scossoni, qualche scivolone di troppo e quell’uomo inizia a cadere (“to fall” in inglese). Spesso neanche se ne accorge e si risveglia su una piattaforma in riva al mare svenuto dopo aver volato anche per chilometri cadendo letteralmente da una nuvola. E’ un fenomeno fisico-psicologico che si chiama fallimento e generalmente accade in poco tempo senza che nessuno veramente se ne accorga. L’uomo si risveglia solitamente in un forte stato confusionario (rigorosamente senza l’aiuto di nessuno) e fa fatica a ricordare dove si trovasse prima, a quale altezza. Vaga per giorni, poi anche per mesi cercando di capire o di ritrovare il Paradiso perduto senza conoscere più come sia fatto quando piano piano inizia ad urlare nella disperazione come un bambino abbandonato. Un uomo che fallisce è come un bambino abbandonato dai genitori. Perde qualunque cosa e chiunque prima gli stesse vicino adesso volta le spalle. Il fallimento è completa solitudine ed è l’esatto opposto di amore e benessere, coccole e cioccolatini, Natale, Pasqua e tutte le altre feste perdono completamente di ogni significato. Dal giorno in cui fallisci non ci sarà mai una vera risalita e ci sono dei caduti che mai più riusciranno a rialzarsi. Ma la crisi ha la sua opportunità. Siccome ciò che tutto è bello si trova in alto continua a girarci la testa, perdiamo l’equilibrio, camminiamo sbandando. Spesso questo fallire accade anche per motivi del tutto esterni e quando accade in questo modo la sintomatologia può soltanto peggiorare. Fino ad oggi non sono stati scoperti rimedi reali contro il fallimento a breve termine ma si spera che la medicina faccia i suoi progressi assieme alla politica ormai impossessatasi anche della Salute Pubblica. L’aspirina perfetta sta per essere realizzata. Potrei vendervela io. Proprio l’altro giorno mi sono sentito cadere, potrei ricominciare a rialzarmi vendendovi l’aspirina per risollevare le vostre sorti. Ogni moneta ha un lato che ben presto si svela. Ma è inutile saperlo perché il destino è impervio, irto di pericoli. Per quanto possiate fare attenzione la ruota gira e gira male generalmente per voi e gli anni non sono infiniti. Ma basta “cadere” per vedere la fine di un uomo?

Rubrica di psicologia positiva 1.


Ti è mai capitato di pensare “Perché proprio a me?”. Molto spesso lo pensiamo quando accade qualcosa di negativo nella nostra vita. In questi casi si possono usare due strategie, anche perché non è bello piangersi addosso fino a diventare ruggine, qualcosa bisogna fare e ci si può porre un’altra domanda: “E perché dovrebbe capitare ad un altro piuttosto che a me?”. Potresti provare rabbia, ma prova ad andare avanti e poniti anche questa domanda: “Cosa posso imparare da quello che sta succedendo, come mi devo adattare a questa situazione?” Una situazione che non è un ostacolo ma è il percorso della mia vita, perché quando trovi una buca lungo la strada, non è un ostacolo, ma è la strada stessa.

Se dedicassimo la stessa energia che dedichiamo a trovare giustificazioni, scuse o annegare i nostri errori, nel migliorare noi stessi vivremmo in un mondo di supereroi.

Ci sono due modi per affrontare le difficoltà: modificare le difficoltà, oppure modificare te stesso affinché tu divenga in grado di affrontarle.

Se vuoi incontrare una persona sicura di sé, una persona di valore, che ti completi, che ti faccia sentire sostenuto, appoggiato e che comunque colmi alcune tue mancanze e aggiunga valore alla tua vita, devi essere proprio tu una di quelle persone, una persona cioè che aggiunge valore alla vita degli altri. Sono le persone complementari quelle che combaciano bene insieme e che si attraggono. Una persona sicura e di valore non ha nessun interesse a fare il crocerossino o la crocerossina o a sistemare i problemi della vita di un’altra persona. Questo non vuol dire che tale persona non possa essere di supporto o di aiuto. Per incontrare qualcuno di valore, devi trasformare te stesso in una persona di valore perché te lo meriti.

L’Elfa Vania della Terra


Dopo la terribile epidemia di fuochi fatui che interessò l’intero continente e che uccise su sette miliardi di esseri umani molti meno di quanto ci si aspettasse probabilmente perché l’uomo di oggi attende sempre il peggio e mai il meglio, mi risvegliai vivo nel mio amato Regno per scoprire che tutto era stato un sogno e una chimera del Diavolo creata da paggi, avventurieri, finti sapienti e altrettanto finti saggi della mia Corte che per mesi mi costrinsero a stare chiuso tra le mura delle mia stanza pur di evitare la peste che assiduamente dicevano s’aggirasse ovunque in tutti i punti dell’universo conosciuti e in ogni elemento dell’etere a partire dall’aria trasportata dai venti e dai rifiuti organici di noi esseri umani ignari di portare il diavolo in corpo.
Il riposo fu lungo e ristoratore e finalmente potei tornare di nuovo a respirare e a godere degli ampi spazi del mio regno quando in una mattina che assieme al resto della corte ci concedemmo una battuta di caccia nella foresta adiacente al castello mi trovai di fronte una delle più belle creature che avessi mai visto in tutta la mia vita di avventuriero e amante.
Apparve dinanzi a me, a fianco ad una betulla in fiore, sotto il sole tiepido e umido di marzo un’elfa biondissima ma senza ali che a piedi nudi camminava per la terra umidiccia, inzuppandovi i piedi come se vi trovasse ristoro. Aveva degli occhi enormi e blu come il mare, lo stesso mare che avevo conosciuto gustandone le gioie in una lontana tenuta sulle coste della Sardegna, quando al mattino potevo godere di un orizzonte che si espande immenso in ogni direzione. Aveva il mondo nei suoi occhi e lo rifletteva tutto addosso a me creandomi non poco imbarazzo e stupore.
– “Vania”. – disse.
– “Sono Vania e vana come l’aria, ho curato e dissolto la peste che vi si insinuava e adesso faccio un po’ di pulizia a terra con i piedi nudi, perché io stessa sono figlia della melma, ho dissolto la minaccia del respiro tra bacio e bacio, tocco e tocco, cuore e cuore eppure sono diventata vana come il mio nome.”
Dice di essere vana poiché seppur dalle sembianze assai attraenti non è stata conosciuta ancora da nessuno se non da me. La cura è soltanto una vana Vania, sconosciuta, puramente portata dal caso, nessun miracolo.
E’ però scomparsa ahimé in un battibaleno mentre una volpe saltava il sentiero da un lato all’altro e quella notte non riuscii a chiudere nessun occhio perché rimasero come sbarrati a pensare agli occhi di un vano caso che mi portò a incontrare una vana Vania che per vano destino fu la vana cura di una peste ormai svanita.
Capii di aver bisogno di ritrovarla. Non posso sopportare che qualcosa di così prezioso, ma vano, resti vana come Vania. Non posso dimenticare le sue labbra e le sua voce. Devo assolutamente trovarla poiché potrà essere la soluzione al Mostro di Collapepita. Forse, pensai, lei può aiutarmi, può aiutarmi a non estinguermi. Invano, aprii la porta e uscii dalla camera al mattino presto quando si ha l’oro in bocca ma non la mano in un’altra mano.

Le stelle sono ricordi, sidus, sidera


Il cielo è il padre dei fratelli del tempo, il tempo atmosferico e il tempo che si muove nei nostri ricordi. Disteso sul giardino l’ho capito guardando le nuvole muoversi quando tira il vento della memoria. Il vento è la mente e la memoria, il flusso costante dei pensieri, tutta l’aria, l’atmosfera è la mente che protegge il nostro mondo. Nella notte cadono le stelle che si reggono appese da un filo della memoria al cielo (che fu castrato perché nessuno voleva altri suoi figli come il tempo che fa invecchiare e il tempo che fa bagnare con la pioggia). Sono distanti nel passato e nel futuro anni luce poiché sono i nostri i ricordi del passato e quelli del futuro che si chiamano “desideri”, infatti de-siderare deriva dal latino sidus e dal greco sidera che significano entrambe “stella”, de-siderare, significa “mancanza della stella” e quindi manca il ricordo nel cielo di qualcosa che ardentemente vogliamo nel futuro. Ma non è soltanto una metafora, le stelle sono davvero connessioni fisiche del nostro cervello come noi le osserviamo dal nostro punto di vista sono la rappresentazione verso l’esterno infinito della nostra mente che si evolve durante le varie fasi della vita. Tutto ciò che studia l’astronomia e la fisica dell’infinitamente piccolo non fa altro che studiare noi stessi in quanto noi osservatori umani non possiamo che osservare in continuazione e in ogni direzione soltanto noi stessi. Così come l’uomo ha costantemente creato Dio a sua immagine e somiglianza e oggi si interroga chi abbia creato Dio così simile all’uomo, anche nel suo totale egoismo e crudeltà. Non può esistere Dio prima dell’uomo poiché solo l’uomo ha potuto pensare a Dio e attraverso il verbo suo (dell’uomo) si è creato Dio, perché il linguaggio produce le cose che vediamo davanti a noi e non è viceversa. Non c’è nessun’altro all’infuori di noi stessi. Tu amerai te stesso al di sopra di ogni cosa. Non amare mai il tuo prossimo come ami te stesso altrimenti ti annullerai. Prega il cielo perché sei tu che lo crei buttandoci i tuoi desideri come in un pozzo e nel pozzo si vedono riflesse le stelle, le stelle sono i tuoi ricordi e i tuoi desideri che sono i ricordi che avrai nel futuro. Ricordatelo. E’ solo questa la verità.

Meme Kingdom


I virus si riproducono esattamente come le idee che fanno grande il mondo dell’uomo. Le idee che solo apparentemente sembrano le più giuste si riproducono a livello epidemico per contaminare ogni mente o cervello umano, questa si chiama cultura, le singole idee sono chiamati “meme”.
E’ così che tutti noi sappiamo cosa sia Walt Disney oppure Platone o quanto meno ne abbiamo “sentito parlare”. Le idee si propagano esattamente come una epidemia. I virus fanno la stessa cosa ma agiscono a livello meno astratto attaccando letteralmente la carne: entrano dentro una cellula del sangue esattamente come fa una chiave che entra in una serratura.
Se quindi c’è la serratura è possibile infilarci una chiave.
Anche il cervello ha infinite serrature che cerchiamo di tenere tutte ermeticamente chiuse fino a quando una idea, banale, complessa, o geniale non inizia a girare in tondo al mondo e riesce a sbloccare la serratura. Una volta che quella idea riesce a sbloccare una sola serratura (esattamente come un virus) verrà trasmessa a velocità impressionante a tutti i cervelli del pianeta.
Tutti sappiamo chi sia Gesù o il Buddha. Ma sapreste ricordarvi chi è stato il primo a parlarvene? E’ vero: le idee volano e possono infettarvi gravemente se non riuscite ad essere abbastanza elastici per cambiare con una nuova idea una volta che gli sia data la libertà. Come le farfalle in gabbia, sono tutte raggruppate in un unico punto brillante dell’universo, ogni tanto qualcuna scappa via e qualcuno ne riesce a prendere una. Per molti ci vuole un vaccino per spegnere tutte le idee nuove. Molti altri preferiscono che queste idee siano per sempre libere di volare e di contagiare chiunque. E’ per chi vuol vivere libero e non come un’automa, è così che la natura funziona. Per questo la quarantena produce migliaia e migliaia di malattie mentali: perché non è naturale per l’uomo. Se ho la libertà di vivere ho anche la libertà di potermi ammalare, ho la libertà di essere nell’avventura del mondo.
Un battito di pipistrelli in Cina e le farfalle sono impazzite in Occidente. In un battibaleno.

La madre di tutte le pandemie


PAROLE LIBERE

Dal blog https://ilmanifesto.it/

Ignacio Ramonet

EDIZIONE DEL 03.05.2020

Nato da appena cento giorni in una lontana città sconosciuta, un nuovo virus ha già percorso tutto il pianeta, e ha obbligato a chiudersi in casa miliardi di persone. Qualcosa immaginabile solo nei film post-apocalittici… L’umanità sta vivendo una esperienza del tutto nuova. Verificando che la teoria della “fine della storia” è una menzogna, scoprendo che la storia, in realtà, è imprevedibile.

Ci troviamo di fronte auna situazione enigmatica. Senza precedenti. Nessuno sa interpretare e chiarirequesto strano momento di profonda opacità, quando le nostre società continuano a vacillare sui loro pilastri come scosse da un cataclisma cosmico. E non esistono segnali che ci aiutino a orientarci. Un mondo crolla. Quando tutto sarà terminato, la vita non sarà più la stessa.

Solo qualche settimana fa, decine di proteste si erano diffuse a scala planetaria, da Hong Kong a Santiago del Cile. Il nuovo…

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Giorno 47,99 – Anno di quarantena del mozzo in naufragio


Tutto quello che pensavo fosse fantascienza oggi è divenuta realtà. Nel mio covo, lontano da ogni contatto umano, ogni tocco, mi sento morire lentamente. Fuori dicono che ci sia ancora qualcosa, io non sento più nulla, il mio cervello è bloccato. Il mio corpo è una statua di ghiaccio. I miei occhi guardano schermi, monitor, display con volti che parlano. Non riesco a riconoscere le emozioni nelle loro espressioni. Non so cosa sia più un contatto umano, lo sto cercando disperatamente tramite queste strane apparecchiature che fanno solo mostrare e non sentire. I sensi si stanno assottigliando, il tatto, l’olfatto, persino la vista non riconosce, non percepisce cosa sia un essere umano.
Cosa sono io? Non ricordo. La coscienza si sta assottigliando. Il contatto che c’era con l’intero universo si sta spegnendo. Cosa accade quando un uomo non vede più un altro uomo? Cosa accade in quell’uomo? O diventa Dio o muore impazzito. Cerco entità aliene, parlo con i fantasmi, mando messaggi al mondo tramite questa radio ma non ricevo mai risposte? Sono solo? Sono solo?
L’unico rimasto vivo della specie umana? E’ forse un trucco? Co… co… sa… sta succe..dendo.
E’ come perdere il segnale di una radio. Non ricevo, non ricevo. Ok Roger, Ok Roger.
Sono la nuova specie. Sono la Rivoluzione. Io non morirò mai. Io sono la nuova Esperienza.
L’ultimo sulla Terra. Che Dio abbia pietà di me. Dopo che ci fu il primo uomo io sono stato l’ultimo, è ipotizzabile.
Mi ricordo del giardino dell’Eden, c’era solo Adamo, poi Dio creò Lilith e poi ancora Eva.
E poi nacque l’inferno creato dallo stesso Dio.
Il giardino andò in fiamme. Io mi spensi così come si spengono questi aggeggi luminosi davanti a me.
Il futuro e il passato si sono sfiorati.

Stiamo assistendo ad un fenomeno di vampirismo


Nessuno lo avrà pensato, ma questo virus si comporta esattamente come un vampiro: innanzitutto è anche un pipistrello, chiunque esso “morda” (e succede realmente) si trasforma anch’esso in un infetto e se questo infetto si avvicina ad un’altra persona contamina anche questa. Quindi il mito del vampiro non è solo quello di farlo risalire all’imperatore Vlad Tepesh che impalava i suoi nemici, ma più probabilmente è da far risalire ai primissimi studi che già c’erano sui virus già circa cento anni fa, dopo ci furono diverse epidemie, fra tutte quella della Spagnola nel 1918.
La figura del pipistrello veniva già riconosciuta come elemento contaminante, era quello l’animale pericolosissimo che con un morso trasforma una persona in un contaminato e la persona morsa in un contaminante. C’è anche da sottolineare il fatto che anche dopo morto resta la capacità di infettare tutti gli altri che si avvicinano poiché il virus sopravvive alla stessa morte essendo un organismo che vive esattamente tra “vita e morte” esso stesso. Non è inquietante?
Il vampirismo come modello di infestazione non è così dunque una forma di fantascienza di tipo gotico ma qualcosa che si avvicina molto di più alla realtà di quanto si possa immaginare.

Le cause della vampirizzazione (la nascita o creazioni di un nuovo vampiro) erano molte e varie nel folclore originario. Secondo la tradizione slava e cinese, qualsiasi cadavere che veniva scavalcato da un animale, particolarmente un cane o un gatto, aveva la possibilità di diventare un non morto. Anche i cadaveri che non venivano trattati con acqua in ebollizione erano considerati a rischio [perché il virus poteva sopravvivere]. Nel folclore russo si diceva che i vampiri fossero un tempo streghe o persone che si erano ribellati contro la Chiesa quando erano ancora in vita.

Alcune pratiche popolari erano utilizzate per scongiurare il ritorno nel mondo dei vivi di un caro estinto in qualità di non morto [per impedire la contaminazione]. Era assai diffuso seppellire i morti a testa in giù e collocare oggetti terreni, come falci o falcetti, [ad indicare l’infezione] vicino alla tomba per soddisfare i demoni che tentavano di possedere il morto o per mitigare quest’ultimo e prevenire la sua risurrezione dalla tomba. Questo metodo assomiglia alla pratica greca di appoggiare un obolo  [era sempre per indicare l’infezione, tramite la bocca] sulla bocca del defunto per pagare il dazio e poter attraversare il fiume Stige nell’oltretomba; è stata sostenuta la possibilità che in realtà la moneta servisse a scacciare spiriti maligni intenzionati ad entrare in possesso del corpo, e che questo possa avere influenzato il folclore sui vampiri. Questa tradizione persiste nel folclore greco del vrykolakas, in cui una croce di cera e un pezzo di porcellana con l’iscrizione “Gesù Cristo vince” erano posizionati sul corpo del defunto per prevenire che questi diventasse un vampiro.

Identificazione del “contaminato”

Erano utilizzati molti rituali per identificare un vampiro. Un metodo per trovare la tomba di un vampiro consisteva nel far cavalcare un ragazzo vergine [cioè non contaminato] su uno stallone vergine all’interno di un cimitero: il cavallo si sarebbe fermato sopra la tomba in questione. Generalmente era necessario un cavallo nero, ad eccezione dell’Albania dove doveva essere bianco [puro, non contaminato]. Inoltre, l’apparizione di buchi sul terreno sopra una tomba era considerato segno di vampirismo. Cadaveri creduti vampiri erano generalmente descritti come più sani del dovuto, gonfi ma con pochi o nessun segno di decomposizione. In alcuni casi, quando una tomba sospetta veniva aperta, i presenti descrivevano il cadavere con la faccia ricoperta del sangue di una sua vittima. La morte di bestiame, pecore, parenti o vicini di casa era la prova dell’attività di un vampiro nella zona [del virus nella zona!]. Alcuni vampiri folcloristici, inoltre, potevano testimoniare la propria presenza tramite attività simili a quelle dei poltergeist, come scagliando pietre sui tetti o muovendo piccoli oggetti, e provocando incubi a chi dormiva.

Questo testo è tratto da Wikipedia (i grassetti tra parentesi quadre sono miei) e fa riferimento al vampirismo come veniva visto fino a poco tempo fa, adesso con mia stessa grande sorpresa mi sembra di notare che i riferimenti ai vari metodi di “contenimento” di una piaga generata da un “vampiro” (che è anche il nome di un pipistrello realmente vivente) ci siano tutti e siano anche molto evidenti.

Si parla di vampirismo forse già da molto prima del 1700 quindi potremmo dire che molti “già sapevano” (e non solo Bill Gates!), anche perché le epidemie erano molto ma molto più frequenti di oggi.

Strano che nessuno abbia mai avuto l’intuito di collegare il vampirismo con la forma di contaminazione da virus tramite pipistrello esattamente come invece adesso sappiamo.

Il battito del cuore di un pipistrello ed è subito amore


Una battito di pipistrelli in Cina crea una pandemia che parte dal centro della Lombardia. E’ il così detto effetto farfalla, un effetto farfalla che ha prodotto un Cigno Nero. Da Wuhan a Milano sopra un aereo. Poi si è presentata piano piano un po’ ovunque, ma come si è presentata proprio esattamente in Lombardia? Sono stati gli Stati Uniti.

Vedete, ci sono momenti nella storia in cui se non accade qualcosa bisogna farlo accadere per forza. Le cose non potevano continuare come prima o c’era un cambiamento radicale e i cambiamenti radicali degli Stati si fanno con la Guerra, o saremmo periti lentamente, morti economicamente e culturalmente tutti quanti attraverso una lentezza che è troppo estrema rispetto ai dati che scorrono su un monitor della Borsa.

Così abbiamo pensato di attaccarvi in maniera trasversale colpendo i più deboli. In fondo abbiamo aiutato la speciazione culturale.

Nell’Enciclopedia Treccani la Speciazione è il “processo di formazione di nuove specie zoologiche e botaniche, a partire da una di origine, attraverso l’insorgere di meccanismi di isolamento riproduttivo che impediscono lo scambio genetico tra le popolazioni.” A livello scientifico la speciazione, per verificarsi, richiede che sia interrotto lo scambio di geni tra i membri di una data popolazione. Questa interruzione può avvenire in diverse modalità e circostanze. La specie madre si suddivide quindi in sottogruppi che non hanno più nulla a che vedere gli uni con gli altri. Si ritiene che la speciazione sia alla base dell’evoluzione, non solo umana.

La speciazione culturale poi avviene in periodi di profondo cambiamento come il momento attuale, durante i quali la specie madre è evidentemente stanca, agli sgoccioli. Da essa si distacca una specie nuova diretta altrove. La nuova specie ha la sensazione che il mondo della specie madre sia stretto. Desidera qualcosa di più rispetto alla realtà esistente e per questo intraprende un percorso tutto suo. 

Molte persone delle classi dominanti ne sono perfettamente consapevoli e preferiscono rimanere in pochi perché comporta un vantaggio notevole, escludendo quindi la maggioranza. Per distrarre quest’ultima creano situazioni di stress come la crisi, che distolgono l’attenzione dei più da una tale possibilità evolutiva, scoraggiandoli e insinuando il germe della rassegnazione. Anche l’ansia da consumo sarebbe alimentata per distrarre le persone.