Crisi

Pubblicato: 16 giugno 2013 in Uncategorized

Il guaio è che la risposta è sempre rimasta dentro di noi ma tutti all’improvviso si sono messi a cercarla fuori. 


Ho buttato uno sguardo su questi scritti e non mi sono mai più preso la briga di riprendermelo tanto che adesso mi sento cieco.
Nel frattempo che il mondo va a scatafascio, negli istanti submicroscopici, mi prendo le brighe e pur non sapendo esattamente cosa siano, le sniffo come se fossero polvere di una particolare droga. Il punto è che forse non vengo mai al punto. Ogni volta che mi prendo la briga di scrivere qui, mi accorgo che è proprio quella volta che non ho nulla da dire (vostro onore). Vogliamo parlare della crisi che non smette neanche un attimo di stare nel panico e che mentre urla nessuno è capace di sedarla un solo attimo? Vogliamo parlare del Papa Francesco che con la scusa della povertà rincoglionisce i già poveri di spirito? Vogliamo parlare delle casalinghe di Voghera che mentre cucinano guardano il telegiornale filrtando su Facebook con anonimi sconosciuti, piangendo commosse e deliziate alla notizia che la Minetti era segretamente innamorata di Silvio Berlusconi e che in quella notizia ci credono fermamente perché pensano che solo il loro amore è andato a puttane? Per loro “amore” intendo il loro marito.  Sì, perché loro ormai sanno che mentre cucinano o lavano, il marito è a letto con una prostituta. Piangono. Piangono commosse e disperate. Poi ci meravigliamo se ci sono maestre che violentano i bambini delle loro classi oppure maltrattano innocenti ragazzi con la sindrome di down e ci chiediamo come mai ci siano tanti uomini che uccidono queste stesse maestre che oggi sono loro mogli. Bisogna rifletterci sopra un po’, come fece Narciso, bisogna rifletterci fino a farsi male, fino a scivolare sulla superficie inerte delle cose. Ma è pur vero che non tutto il male del mondo viene per nuocere. Spesso viene per… suocere. Ma io sono convinto che c’è lo scampo. Uno scampo dev’esserci per forza. Arrivederci alla prossima puntata. 


Distanze che non si colmeranno mai, neanche con dei colmi,
vuote distanze tra me e gli altri, tra i sognatori e gli svegli.
Ho cercato di salvare la tua anima, ma come ho potuto pensare di farlo,
quando mi è impossibile salvare la mia di anima,
ho cercato di raggiungerti a casa e di farti sentire sicura
ma sono illusioni che si perdono nel tempo
nessuno cura o salva l’altro, pensavo mi potessi curare,
pensavo mi potessi nutrire attraverso i tuoi seni
dove dietro batte il cuore che pensavo fosse l’amore
sono stato un sognatore e adesso vivo solo incarcerato
nei castelli in aria nonostante la mia fin troppo rigida realtà
le catene ai polsi sono state create dalle mie favole
e adesso sono prigioniero di una casa che non è mia,
di un mondo da cui vorrei fuggire, di nuovo.
Per raggiungerti forse ancora un’altra volta, l’ultima,
e se mai capitasse di darci il bacio, quello sarebbe reale,
l’inizio della nostra realtà, nobile, reale. Io il re tu la regina. 
E faremmo scacco matto nel mio castello in aria
giocando a fare i pedoni che attraversano gli strati
tra una nuvola e l’altra. 
Completamente disastrati. 

Buddismo

Pubblicato: 8 maggio 2013 in Uncategorized

Questo blog sta cessando incessantemente di esistere. 


La morte viene naturale solo quando la vita non è frizzante?


A parte  —  Pubblicato: 5 maggio 2013 in Uncategorized
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Pubblicato: 21 aprile 2013 in Uncategorized
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Dio disse che troverete la felicità in ogni angolo della terra, e poi fece la terra tonda.
E rise, rise tanto tanto tanto.